giovedì 31 maggio 2012

Evacuazione dalle scuole.. ATTENZIONE

L'altra mattina a Fiorenzuola era il caos, passeggiando per il paese si sentivano da lontano schiamazzi di giovani voci.
Abbiamo potuto vedere le scuole medie, le elementari sopra e sotto la Via Emilia, tutti i ragazzi con le maestre fuori dagli edifici, chi più in ordine chi meno.
Bene, la notizia (ordine..) sentita per radio qualche minuto prima dell'avvenuto sgombero delle scuole per "motivi di sicurezza" era vera, il sistema di allerta in qualche modo ha funzionato, bene si direbbe.

Peccato che.....

Secondo voi dove potrebbe cadere questo edificio..?
la cultura del terremoto è ben lontana dalle menti di noi emiliani, e non solo noi, a memoria non si ricordano esercitazioni o "lezioni" sulle buone norme di comportamento in caso di sisma!

A parte essere usciti dagli edifici, è mancata la gestione corretta del "fuori"! Centinaia di ragazzi fuori dalle aule ma ahinoi sotto ai cornicioni!!!!

Senza farne ora una colpa a professori o personale non docente, il fenomeno osservato solleva qualche forte preoccupazione sulla gestione dell'emergenza.. 

Un link ufficiale dal sito della Protezione Civile, da cui si estrapola quello che NON ha funzionato:


Dopo il terremoto 

• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti. 
Potrebbero caderti addosso

Detta così pare anche quasi banale, ma vedere la realtà dei fatti avvenuti invece dimostra il contrario.



Si comprende la ricerca spasmodica dell'ombra sotto questo sole, ma è meglio prendere un colpo di sole o un cornicione in testa..??

Un edificio che dovesse crollare di certo non sta attento a cadere sulla sua verticale... potrebbe anche "sbagliare strada" e ribaltare una parete verso l'esterno. 

Quindi, giusto per sicurezza, una misura prudenziale, occorre stare lontano dall'edificio ad una distanza almeno pari alla sua altezza!

Detto questo, in un ottica di miglioramento della prevenzione, il sottoscritto, e penso senza grossi timori di sbagliarmi anche altri colleghi geologi e ingegneri, ci rendiamo disponibili a riprendere una vecchia e sana abitudine (gratuita!): una chiacchierata di inizio anno sul problema sicurezza in caso di terremoti, cosicché per i ragazzi, a forza di sentirsi ripetere negli anni, queste nozioni diventino dei sani comportamenti di sopravvivenza!