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mercoledì 12 marzo 2014

Monitoraggio vibrazioni durante lo scavo di un pozzo a percussione


Premessa

Qualche settimana fa, durante lo scavo di un pozzo, per esigenze specifiche locali si sono monitorate le vibrazioni prodotte dalle operazioni.


La macchina utilizzata per la realizzazione del pozzo è stata una Massenza, mod. MPS40 (le principali caratteristiche sono riportate nel riquadro a lato), a percussione, mediante benna mordente e sistema a valvola di fondo.

Lo scavo ha previsto la posa di un rivestimento di diametro 800 mm, fino alla profondità di circa 28 metri dal p.c..

Per il monitoraggio delle vibrazioni è stato utilizzato un sismografo Nomis Mini-Graph 7000, con trigger tarato a 2 mm/s. Tutto ciò che superava tale limite è stato registrato e successivamente sottoposto ad analisi secondo la norma UNI 9916-2004.

La stratigrafia del sito è la seguente:
  • da p.c. a -8 m, argilla
  • da -8 m a -10 m, argilla sabbiosa
  • da -10 m  a -13 m, sabbia
  • da -13 m a -28 m, ghiaia
Analisi delle registrazioni

La norma UNI 9916-2004 indica dei valori di riferimento per la velocità di vibrazione (p.c.p.v.) al fine di valutare l'azione delle vibrazioni di breve durata sulle costruzioni, correlandoli alle frequenze delle sollecitazioni. La norma individua tre tipologie di edifici con caratteristiche via via peggiori dalla prima classe (costruzioni industriali e simili) alla terza classe (degne di essere tutelati, es. monumenti storici).

Nei circa tre giorni di scavo il sismografo ha registrato un totale di 52 eventi con velocità maggiori di 2 mm/s.

I risultati sono graficati nell'immagine sottostante, insieme ai valori di riferimento indicati dalla norma UNI 9916-2004 per le tre classi di edifici.


E' possibile notare che solamente in tre casi le vibrazioni indotte dallo scavo del pozzo hanno superato i valori indicati dalla norma per gli edifici più sensibili. 

Occorre inoltre precisare che: 
  • i perforatori, consci che erano in corso misure di vibrazione, hanno probabilmente limitato almeno in parte le altezze di caduta degli utensili e di conseguenza le energie in gioco
  • il punto rosso a velocità maggiore (4.14 mm/s a 16.5 Hz) non è stato registrato durante le fasi di scavo in foro, bensì corrisponde ad un "appoggio" di una nuova colonna di rivestimento sopra a quella già infissa.
Durante lo scavo, soprattutto della ghiaia in falda, erano avvertibili importanti movimenti del terreno, dovuti probabilmente ad un effetto altalena del camion di perforazione a causa dell'argano e del movimento rapido su-giù dell'utensile di scavo. Tuttavia il sismografo non ha registrato nessuna di queste vibrazioni. La spiegazione che ci siamo dati è che tali vibrazioni fossero importanti come valore assoluto del vettore spostamento ma troppo lente per raggiungere i 2 mm/s di velocità del trigger.

Dalla singola esperienza eseguita ne consegue che, sebbene generalmente sottovalutato, il problema delle vibrazioni indotte potrebbe essere non ignorabile in caso di perforazioni a percussione eseguite nei pressi di edifici datati o monumenti di particolare rilevanza.

lunedì 17 dicembre 2012

Fiorenzuola d'arda, gas o olio?

Riprendendo il post dell'amico Sergio Valdarda, torniamo su un post scritto qualche mese fa:

il permesso di ricerca olio/gas denominato Fiorenzuola d'Arda!

Qui sotto la mappa del permesso, un territorio veramente vasto...535,2 Kmq



lunedì 15 ottobre 2012

La riscoperta di vecchi acquedotti, opere di ingegneria idraulica che hanno attraversato i secoli

Di seguito un estratto dello studio del centenario acquedotto "Re dei Ruscelli", che portava l'acqua a Salsomaggiore Terme mediante decine di chilometri di tubazioni (!).

A pagina 13 un esempio di come le opere ben fatte possono durare!



Opera di presa datata 1901...

mercoledì 28 marzo 2012

Questione di scala!

Tutto quanto ci circonda è piccolo o grande, ma quanto?

E' tutta una questione di scala...



Bellissima animazione, da vedere e da far vedere agli studenti!

venerdì 28 gennaio 2011

ORO GRIGIO in Val d'Arda

Ebbene si, esiste anche questo in valle, dobbiamo esserne orgoglioni! Oro bianco, giallo, nero ed anche ORO GRIGIO..

Non ci credete?? Ecco le prove..!

Una pepita di oro grigio trovata in val d'arda

Forse così non vi dice granché... ma se lo macinate, riscaldate, bruciate e infine raffreddate ne estrarreste qualcosa di più famigliare.. questo!


La ricetta in breve:
"Dal punto di vista chimico si tratta in generale di una miscela di silicati di calcio e alluminati di calcio, ottenuti dalla cottura ad alta temperatura di calcare e argilla oppure di marna (in questo caso si parla di cementi naturali). Il materiale ottenuto denominato clinker di Portland, viene finemente macinato e addizionato con gesso nella misura del 4-6% con la funzione di ritardante di presa (ettringite primaria). Tale miscela è commercializzato col nome di cemento Portland; questo una volta miscelato con acqua si idrata e solidifica progressivamente", da Wikipedia.
Facile, no?

"L'estrazione avviene in miniere, in sotterraneo o a cielo aperto, poste in prossimità della fabbrica, che in genere hanno già la composizione desiderata, mentre in alcuni casi è necessario aggiungere argilla o calcare, oppure minerale di ferro, bauxite o altri materiali residui di fonderia. 
Nel caso della marna da cemento si parla di miniere (anche in scavi a cielo aperto) e non di cave (anche se in sotterraneo), poiché la marna viene "coltivata" in regime di concessione mineraria e non di autorizzazione (come nel caso delle cave)".

Ma se state pensando di farvelo in casa sbagliate di grosso... Avreste una bolletta a molti zeri da pagare..!!!
Vedremo perché..

mercoledì 6 gennaio 2010

Gli isotopi /01


Cenni fondamentali

Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento con diverso numero di neutroni, quindi masse diverse, forze di legame diverse, comportamenti chimico-fisici diversi; gli isotopi radioattivi (instabili) sono nuclidi che si disintegrano spontaneamente per formare altri isotopi emettendo particelle α o particelle β ed in alcuni casi raggi γ; gli isotopi stabili non decadono, perlomeno nella scala dei tempi geologici, ma possono essere prodotti durante il decadimento di quelli radioattivi.
Gli isotopi sono soggetti in natura a frazionamento isotopico: le proporzioni delle abbondanze relative dei vari isotopi stabili di uno stesso elemento non sono fisse, ma cambiano in seguito a processi fisici, chimici e biologici.
Nelle indagini ambientali vengono utilizzati prevalentemente alcuni elementi (H, C, N, O, S), che sono i principali elementi presenti nei sistemi idrologici, geologici e biologici; sono leggeri e la loro differenza di massa e' relativamente elevata, per cui i frazionamenti che avvengono durante i processi fisici, chimici e biologici sono misurabili.
Gli isotopi stabili vengono utilizzati come traccianti nei cicli dell’acqua, del carbonio, dei nutrienti e in genere delle sostanze disciolte (D/1H – 18O/16O - 13C/12C - 15N/14N - 34S/32S); gli isotopi radioattivi vengono utilizzati per stimare l’eta' delle acque sotterranee (3H, 14C, 36Cl, ecc.).
La composizione isotopica e' normalmente riportata come valore δ (delta) ed espressa in parti per mille (‰), riferita ad uno standard di composizione nota

 δ (in ‰) = (Rx / Rs - 1) x1000

dove R e' il rapporto fra l'isotopo piu' pesante e quello piu' leggero (es. 18O/16O) ed Rx e Rs sono rispettivamente i rapporti del campione e dello standard.